Russia – Ucraina: come cambiano gli assetti geopolitici?

14 Aprile 2022

Relatore: L’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata

D avvero continuiamo a non imparare nulla dalla ciclicità della storia? Dal corso e ricorso di dittatori che vogliono accrescere le proprie potenze e nazioni, che vogliono annettere territori, sottomettere popolazioni? Quella tra Russia ed Ucraina è l’ennesima guerra (annunciata) dove, un autocrate, per questioni politiche, economiche, piuttosto che per follia, considera giusto attaccare
un territorio confinante con lo scopo di annetterlo, annientarlo e vietargli un percorso di democratizzazione. Non cambiano i metodi (distruzione, bombardamenti, eccidi), cambiano le risorse tecnologiche come il ricorso ad armi chimiche o ai droni, e i metodi con i quali vengono
date le tantissime informazioni, dai “classici” inviati in prima linea, ai podcast su youtube,
alle stories sui social. Ma quanta di questa informazione è reale o di qualità? Quante sono le notizie
distorsive che non permettono una lettura obiettiva, lucida, disincantata? Di questo e di quanto questo conflitto abbia modificato gli assetti geopolitici mondiali, se ne è discusso oggi in una conviviale straordinaria con S.E. l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata (intervistato dall’Avv. Roberto Magri) Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America dal 2009 al 2011
quando venne chiamato dall’allora Presidente del Consiglio Mario Monti a ricoprire la carica
di Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’analisi fattaci è sicuramente frutto di una conoscenza geopolitica e storica della situazione in essere, di una visione strategica e soprattutto, a mio avviso, di una conoscenza indiscussa e di un’indubbia dimestichezza
con i complicati e fragili equilibri tra i diversi Stati. Quello che ne è emerso è che in un panorama mondiale dove l’attacco russo è stato pressoché condannato da tutti i Paesi, l’Italia, o meglio il Premier Mario Draghi, sta giocando un ruolo essenziale di leadership a livello europeo, essendo riuscito a compattare gli Stati coordinando tutte le azioni ora in atto. Azioni come quella di esclusione del sistema bancario russo dal circuito dello Swift, per cercare di indebolire la capacità del Cremlino di finanziare la guerra. Sanzioni che potrebbero però, ripercuotersi anche sul nostro sistema economico, come ha fatto notare il Professor Comana nel corso del dibattito. Non può esserci, quindi, una lettura univoca per una problematica così complessa, se non un’unica certezza, e cioè che, come in tutte le guerre, ci troviamo di fronte ad un aggredito e ad un aggressore. Ed è da questo punto di vista che si deve partire per analizzare una questione complessa come questa. L’Ucraina non ha invaso la Russia e non sta cercando di negar loro la libertà, non sta bombardando scuole o teatri dove la gente si nasconde per proteggersi e non ha mai chiesto di  rientrare sotto l’influenza del paese degli zar. Aiutarla, in questo momento, significa proteggere l’Europa da un conflitto che è alle porte e che ha trovato, fortunatamente, un fronte comune compatto a livello mondiale, escludendo le nazioni a guida autocratica come la Cina e la Corea del Nord. Quindi un conflitto che vede contrapposte le nazioni a guida autocratica e quelle democratiche dove, a vincere, a detta dell’Ambasciatore, saranno le democrazie liberali che, nonostante abbiano visto affievolire la loro influenza negli ultimi 15 anni, continuano a controllare il 70% del Pil mondiale. Resta quindi, fortunatamente, a livello generale, una forte pulsione verso la libertà, che continua ad essere il motore del progresso. La sensazione è stata quella dell’essere una pedina sulla scacchiera del risiko dove i pezzi si spostano secondo un disegno a noi poco chiaro e dove gli equilibri
cambiano per convenienza e necessità. Ahimè, non siamo, però, avatar in un gioco virtuale, dove il lancio del dado incide solo sull’avanzamento sul tabellone: in gioco ci sono la libertà individuale, la democrazia, il mercato globale, che dobbiamo     continuare a difendere con rispetto, caparbietà e senza scadere nella violenza. Augurando una serena Pasqua a tutti, chiedo perdono a storici, politologi, appassionati di avvenimenti contemporanei, per un resoconto senza alcuna velleità giornalistica ma rispettoso, spero, di un incontro talmente attraente d’aver richiamato un folto pubblico che ha messo a dura prova la splendida Barbara e che ha obbligato qualche socio
a dover rinunciarvisi nonostante fosse prenotato… .

Simona Leggeri

BOLLETTINO N°22 – Volume 36

Responsabile:
PE Simona Leggeri
Redazione:
AM. Bruno Cividini, M. Cominelli, S.Giordani, M. Ghitti, A. Catò (social media manager)

Incontro n°25
Giovedì 14 aprile 2022
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TEMA ROTARY 2021-2022
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